Altri commenti
Nuovo



posta del lettore
post di: davide
30. luglio 2014

Salve signor Pasquale..mi chiamo Davide,ho 15 anni e abito a Catania..negli ultimi 2 anni ho perso tutti i rapporti con la chiesa e con Dio in generale a causa di persone che mi hanno fatto allontanare e di alcune stupide fissazioni e domande che mi pongo sulla reale esistenza di dio..oggi ho parlato con mia madre,cristiana praticante e legata profondamente a dio.abbiamo parlato del mio stato d'animo..io mi sento infelice..non so il perché..mia madre dice che è a causa del mio allontanamento da dio..forse ha ragione..io sono sempre stato un tipo solitario e per andare avanti non ho mai avuto bisogno di nessuno..ma ultimamente non basta..io vorrei credere,non può nemmeno immaginare quanto..ma ho dei seri problemi..i problemi derivano dalle domande che mi pongo.può aiutarmi a farmi capire davvero che Dio esiste?..ho bisogno di un punto di riferimento,non posso continuare ad andare avanti da solo..grazie in anticipo..è importante per me..
La mia domanda principale è: se Dio esiste,perché nel mondo c'è chi soffre e chi sta bene?perché gente innocente perda la vita ogni giorno a causa di persone malvagie?se Dio esiste perché non mi aiuta nella vita?perché non si manifesta?
Grazie in anticipo..

risposta di Pasquale

Caro Davide,
scusa mi che non ti ho risposto prima, ma sono molto contento che tu mi scriva e che senti il bisogno di sapere di più su Dio.
La difficoltà a credere non è causata dal fatto che Dio non sia sufficientemente chiaro nel manifestarsi o perché le ingiustizie che vediamo o sperimentiamo ci sembrano inaccettabili, se Dio esiste. Molte persone non negano Dio ma non vogliono spingersi a conoscerlo più di tanto; molte fanno una confessione di fede ma poi vivono una vita piena di dubbi e infelicità, si allontanano dalla fede per delusioni o altro perché non afferrano profondamente quello che pensano di credere. La motivazione è che il centro del mondo rimane sempre il loro “io”.
Se conosciamo Dio non vuol dire che capiremo tutto, che tutto sarà facile e soprattutto non potremo tenere il piede in due scarpe. Il Signore Gesù disse: “chi mette mano all’aratro e poi si volta indietro, non è adatto al regno di Dio”. E’ proprio questo che non ci si può permettere di fare. L’infelicità è l’unico frutto di una scelta a metà.

Se una persona arriva a credere in Dio e in Cristo questo non vuol dire solo che i suoi peccati sono perdonati, come penso sai. Avviene una nuova nascita dal punto di vista spirituale. Vuol dire che cambia il modo di pensare e vedere le cose, non sono più il proprio “io” e i suoi desideri e progetti al centro, ma Dio. Tutto questo ovviamente non avviene da un giorno all’altro, è una scuola continua di chi vuole imparare e stare col Signore Gesù giorno per giorno.

Non pensare di cambiare tutto in un giorno, fai però una scelta seria: prendi il Nuovo Testamento e inizia a leggerlo, a partire dai Vangeli. Chiedi al Signore di rivelarsi, è solo attraverso la Sua parola, il Suo amore e la nostra volontà di conoscerlo che Lui si rivela. Gesù disse, in diverse occasioni: “venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo”, “colui che viene a me io non lo caccerò fuori”, “a chi ha sete io darò in dono della fonte dell'acqua della vita”.

Tutto questo ci incoraggia a bussare alla Sua porta, ma con sincerità e senza voler fare a modo nostro. Il Signore è Lui. Cerca il Signore Gesù prima di tutto, è Lui il maestro e buon pastore. Se hai altre domande posso provare ad aiutarti.

Un abbraccio