
Il 5 aprile 1994 a Seattle un uomo è seduto all’ingresso di casa sua. Avvicina il fucile alla testa e preme il grilletto. Questo è quanto ci viene detto dal verbale emesso dalla polizia 10 anni fa riguardo la morte di Kurt Cobain, cantante dei Nirvana. E’ stata una delle ultime rock star, la cui vita ormai annientata non rappresentava più uno show, bensì la vera e cruda realtà. Che la sua vita fosse oramai "prosciugata" lo si capisce chiaramente dalla sua morte prematura. Anche alcune delle sue citazioni ce lo confermano:
"Non amo parlare della mia vita privata. Non devono tutti sapere ciò che provo e penso. Se qualcuno non riesce a capire ciò che sono dalla mia musica, peggio per lui".
"Non mi stupirei, se venissi scelto tra quelli che con più probabilità potrebbero organizzare un bagno di sangue in occasione del ballo della scuola"
"La passività della mia generazione è una cosa schifosa. Ciò che mi fa altrettanto schifo è la mia stessa apatia e di come io non abbia carattere per assumere una posizione salda contro il razzismo, il sessismo e contro tutti gli ismi, dei quali la cultura di opposizione si lamenta da anni".
" Bevevamo di tutto e distruggevamo più attrezzature del necessario. Decidemmo di essere veramente ripugnanti e di rendere la vita difficile agli intervistatori. Non prendevamo niente sul serio. Avevamo la sensazione, di dover soffocare la questione sul nascere. Volevamo rendere a tutti la vita insopportabile."
"Sono una sorta di modello di riferimento. Esistono bambini di nove anni che vanno pazzi per la nostra band e quando pensano che io faccio uso di droghe e che me ne compiaccio, allora lo faranno anche loro".
"Spero di morire, prima che mi trasformi in Pete Townsend. Sarebbe molto ridicolo, se ciò che faccio ora, dovessi farlo anche a 40’anni. Per questo voglio distruggere la mia carriera, prima che sia troppo tardi."
"La mia vita non è stata poi così eccitante. Ci sono così tante cose che avrei voluto fare, piuttosto che stare lì seduto a lamentarmi della mia vita noiosa."
A nove anni subì il divorzio dei suoi genitori, questo evento fu per lui come un inferno. Affermò successivamente che avrebbe preferito mettere al mondo una figlia senza padre, piuttosto che una figlia di genitori divorziati.
I suoi fans appartenevano a quella categoria di persone superficiali, (che non pensano) nella quale viveva anche lui. Ma lui stesso si accorse, di non avere la forza di migliorare la sua vita e per questo motivo decise di vivere fino in fondo la sua sregolatezza facendo un uso smoderato di alcool, droghe ed eccessi senza limiti, fino al suo suicidio.
Anche se non sempre si degenera come Kurt Cobain, molte persone vivono, tuttavia, una vita secondo il motto: "La vita non ha senso, tutto è male, questo è un dato di fatto che non può essere cambiato. Allora, per che cosa tutto ciò? Facciamo feste per dimentichare la nostra miserevole essenza!" Questo sentimento penoso può essere superato per un periodo di tempo, ma prima o poi ritornerà a galla. Prima o poi non ce la faremo più.
Gesù ti promette una vita nuova, una vita preziosa che non è solo un raggio di sole, ma che assume un senso perché è legato al concetto di Dio, creatore di tutte le cose.
Egli ha amato così tanto a te, che ha dato il suo unico figlio. Solo tramite Lui possiamo sopravvivere a questa follia.











