NON IL DIO TAPPABUCHI, BENSI’ IL DIO DELL’INTERO SCENARIO

Gli scienziati si sbagliano a definire il Bosone (Campo) di Higgs “più rilevante di Dio”-
di John C. Lennox, Christian Post Contributor (20 Agosto 2012)

La recente scoperta avvenuta al CERN di Ginevra, che conferma le previsioni di Higgs, é giustamente celebrata come l’estro geniale che caratterizza la grande scienza, il risultato di impegno intellettuale e abilità in campo scientifico di un gruppo internazionale specializzato che ha lavorato per molti anni.

Il Bosone di Higgs è stato nominato “la particella di dio” causando lo sconcerto di molti fisici, inclusi Peter Higgs e Lawrence Krauss. Quest’ultimo, forse anche senza pensarci, nel suo articolo sul Newsweek rigira un po’ la definizione “particella di dio”: “Gli esseri umani con i loro straordinari mezzi e cervelli eccezionali potrebbero aver fatto un passo da gigante verso la sostituzione delle speculazioni metafisiche con la conoscenza verificabile empiricamente. La particella di Higgs è ora verosimilmente più rilevante di Dio”. Krauss non ha compiuto di per sé il grande passo; ben lontano dall’essere una affermazione di tipo scientifico, si tratta in realtà di un’altra speculazione metafisica, un misto di arroganza e concezione inadeguata di Dio.

Cosa intende dire Krauss con “più rilevante di Dio?” In che senso? Sicuramente la particella di Higgs è più rilevante di Dio nello spiegare come funziona l’universo. Ma non rispetto alla questione del perché ci sia un universo descrivibile tramite la fisica delle particelle. Il motore a combustione interna è presumibilmente più rilevante di Henry Ford nello spiegare come funziona l’automobile, ma non per spiegare perché esso esista. Confondere il meccanismo e/o la legge con l’agente, come fa Krauss in questo caso, è un errore categorico che viene facilmente commesso quando si mette da parte la metafisica.

Krauss non si rende conto che la sua concezione di Dio è di quelle che nessun monoteista intelligente accetterebbe. Il suo “Dio” è il banale “Dio tappabuchi”, del tipo ”io non capisco, quindi Dio l’ha fatto”. Di conseguenza Krauss, come Dawkins e Hawking, vede Dio come una risposta in competizione alle risposte che può dare la scienza. È un pensiero concettualmente errato alla pari del pensare che la spiegazione di una macchina Ford in riferimento a Henry Ford come inventore e progettista compete con le spiegazioni sul come la macchina funziona. Dio non è il “Dio tabbabuchi”, è il Dio dell’intero scenario.

Fu la fede in un creatore intelligente, infatti, che convinse i grandi pionieri come Galileo, Keplero, Newton, Clerk Maxwell, Babbage e molti altri del fatto che si possa fare scienza. C.S. Lewis la mise in questi termini: “Gli uomini hanno adottato il pensiero scientifico perché essi si aspettavano delle leggi in natura, ed essi si aspettavano delle leggi perché credevano in un “datore” di queste leggi”.

Il premio nobel Melvin Calvin tratteggia l’ascesa della scienza moderna in base alla convinzione “che l’universo è governato da un unico Dio e non è il prodotto dei ghiribizzi di tanti dei, ognuno dei quali si accaparra il suo territorio con le proprie regole. Questa concezione monoteistica sembra essere il fondamento della scienza moderna”.

Nonostante tutto questo, Lawrence Krauss ritiene che il Bosone di Higgs “porti la scienza vicina alla spiegazione dell’origine dell’universo senza tirare in ballo nessuna bricconata che appartenga al sopranaturale”. Persino Isaac Newton non immaginò minimamente che la legge della gravitazione universale da lui scoperta potesse mettere al bando Dio in questo modo. Anzi, Newton grazie a questa magnifica scoperta fu stimolato a scrivere la sua opera più importante, i brillanti “Principia Matematica”, esprimendo la speranza che essa potesse persuadere il lettore a credere in Dio.

Più Newton comprendeva la struttura matematica dell’universo, più ammirava il genio creativo di Dio, non il contrario. È sicuramente ovvio per tutti, tranne per chi vuole essere volontariamente cieco, che più ci intendiamo di ingegneria più ammiriamo la meraviglia di una Rolls Royce, non l’opposto. E più conosciamo il Bosone di Higgs più ….?

Ed ancora, mettere da parte Dio descrivendo la sua opera come mera “bricconata soprannaturale”, se non lo fraintendo, non è probabilmente l’approccio più saggio da parte di qualcuno che ritiene di usare il cervello, che ritiene il campo di Higgs un “niente” da cui l’universo (affermazione contraddittoria) crea sé stesso per mezzo di un “ruttino di energia senza scopo”. Bricconate naturalistiche?

Una simile analisi riduzionista, perciò, non ci aiuta di più riguardo a quello che stiamo dicendo di quanto un’analisi in termini di particelle di colore ci aiuterebbe a capire il soffitto della Cappella Sistina – come dire che le particelle di colore hanno creato il dipinto. Un’analisi delle particelle di colore ci potrebbe aiutare a creare un nuovo colore, non un nuovo dipinto.

Se l’universo, come asserisce Krauss, è semplicemente un “ruttino di energia senza scopo”, lo stesso siamo noi, comprese le nostre menti. Allora Krauss, piacevole ironia, ci offre buone ragioni per dubitare dell’affidabilità delle nostre facoltà cognitive e, di conseguenza, dubitare dell’affidabilità di ogni concetto, convinzione o argomentazione che esse producono, compreso quelle riguardo il bosone di Higgs, ateismo – e, certamente, bricconate. È l’ateismo di Krauss ad essere in guerra con la sua scienza, non Dio. Il filosofo Ludwig Wittgenstein dichiarò che la spiegazione di un sistema non può essere trovata nel sistema stesso. La spiegazione dell’universo sarà trovata dove Newton e Clerk Maxwell la trovarono: in Dio. Allora cosa possiamo dire del bosone di Higgs? Semplicemente questo: Dio l’ha creato, Higgs lo ha previsto e il CERN lo ha scoperto. Noi celebriamo allegramente gli ultimi due, e il primo?

La risposta di Clerk Maxwell si trova sopra l’ingresso del più famoso laboratorio di fisica del mondo: il Cavendish di Cambridge: “Le opere del Signore sono grandiose, ricercate da coloro che hanno piacere in esse”.

John Lennox è professore ordinario di Matematica ad Oxford, ha la cattedra di Matematica e Filosofia della Scienza al Green Templeton College di Oxford. È altresìprofessore associato al Centro di Apologetica Cristiana di Oxford.