Stefano – dall’ Hardrock a Gesù


Sono nato nel 1971 a Weiden, nell’Alto Palatinato, in Baviera. Ho trascorso la mia infanzia e gioventù in un piccolo villaggio molto vicino.

Un giorno qualcuno mi regalò un disco del complesso rock “AC/DC”. In quel periodo frequentavo la seconda media e ben presto questa musica mi entusiasmò al punto da doverla ascoltare quasi ogni giorno. Così mi comprai degli altri dischi, finché diventai un appassionato ammiratore del gruppo. Una volta arrivai addirittura ad affermare che “Questa è la mia vita!”.


Dopo aver preso la patente a 18 anni, ogni fine settimana andavo in discoteca o ai concerti rock. Mi sentivo abbandonato e desideravo stare insieme ai coetanei. Tuttavia continuavo a soffrire molto di solitudine. Questa musica dura mi piaceva tanto perché aveva una carica particolare capace di esprimere i miei sentimenti. Ma la mia solitudine non svaniva.
Dopo l’esame di maturità e il servizio civile iniziai a studiare scienze agrarie. Siccome ero un grande amante della natura volevo impegnarmi nel settore dell’agricoltura ecologica. Nel quarto semestre avrei dovuto sostenere quattro esami, ma riuscii a superarne solamente uno. Così piombai in una crisi molto grave. Mi rivolsi a Dio e Gli chiesi aiuto.

Qualche tempo dopo, durante un pellegrinaggio dei giovani, partecipai a uno stage dove si facevano delle figure di creta. Così anch’io cominciai a modellare la creta, che diventò un agnello. “L’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo, abbia pietà di noi!” Questa fu la preghiera che mi venne subito in mente. Allora mi resi conto immediatamente dei miei peccati.


Io ero un grande fan del complesso AC/DC. Dio mi dimostrò che ero colpevole davanti di Lui, perché la loro musica per me era più importante di Lui. È vero che prima di pranzare di solito recitavo un Padrenostro, però è altrettanto vero che “Highway to Hell” mi rintronava continuamente in testa. Adesso ho sicuramente capito che Gesù è l’Agnello di Dio che vuole prontamente perdonare i miei peccati.


Ho accettato questa offerta con gioia, ho confessato tutta la mia colpa a Gesù, sentendomi molto sollevato. Rientrato a casa, ho cancellato tutte le musicassette degli AC/DC e ho iniziato a leggere il Nuovo Testamento. Mi sono completamente fidato di Gesù. Da allora posso dire: “Gesù Cristo è la mia vita!”


Prima mi sentivo spesso molto abbattuto, perché mi tenevo sempre dentro tutta la mia collera. Non riuscivo mai a parlare delle mie preoccupazioni né della mia miseria. In Gesù ho proprio trovato il più caro amico, Colui al quale posso raccontare tutto quello di cui ho bisogno. Finalmente posso vivere senza paura, perché so che Dio ha cura di me. Posso dire che sono diventato più sincero anche con le altre persone e riesco a mostrare o a parlare delle mie emozioni più facilmente.


Sono ancora un amante della natura (attualmente lavoro come giardiniere), ma adesso gli esseri umani per me sono diventati più importanti degli animali e delle piante. Non voglio più salvare il mondo con l’agricoltura ecologica, ora preferisco distribuire dei trattati e dei libri e parlare di Gesù Cristo. Il mio più grande desiderio è che ancora tante persone confidino nell’Agnello di Dio per essere salvate.


Oggi prendo tutta la mia forza della mia relazione con Cristo. Da qualche anno non ascolto più quel tipo di musica, preferisco incontrare die giovani cristiani della mia età. Insieme cantiamo delle canzoni per Dio. Non mi manca proprio per niente tutto quel fracasso che prima mi appassionava tanto. Adesso so godermi il silenzio.

0 Comments

  1. Konfa

    Ho letto il libro R.I.P. che mi è stato gentilmente donato all’uscita del concerto degli AC/DC dello scorso 19 maggio e ora la testimonianza di Stefano. Sono letteralmente scandalizzato dal vostro irrazionale bigottismo. Prendetela come una critica, non come un insulto. Vorrei solo porvi una semplice domanda: perché “demonizzate” gli AC/DC e in genere la musica rock?

    Alcune considerazioni per Stefano:
    1) Il fatto che tu andassi in discoteca e ai concerti rock è altamente contraddittorio. Si tratta di due stili di divertimento (ma anche di vita) completamente differenti. A quanto pare, come hai anche detto, avevi un semplice bisogno di attenzione che ricercavi nei posti più eterogenei e disparati. Quindi, evita di far ricadere le colpe sul rock perché non c’è alcun legame diretto tra esso e il tuo precedente stato d’animo;
    2) A parte il fatto che si può credere o meno ai testi delle canzoni cristiane (io personalmente ci credo), queste ultime hanno uno stile musicale (per me pietoso) che non può essere minimamente confrontato col rock perché viaggia su una diversa linea stilistica;
    3) Gli AC/DC non sono degli dei, sono semplicemente un gruppo hard rock nato per far divertire milioni di persone. Credendo in Dio non stai sostituendo “il dio AC/DC” con il Dio cristiano. Rifletti.

    Un’ultima riflessione generale per voi “Soulsavers”: l’idea di far riflettere sulla vita delle rock stars con il vostro libro R.I.P. è stata una bella trovata. Per ogni rock star vi dilungate in una descrizione di diverse pagine della loro vita sfrenata ma triste che dovrebbe far riflettere tutti sul malato mondo dello spettacolo, troppo spesso circondato da alcool e droghe. Il problema sta nelle vostre conclusioni cristiane, buttate lì a fondo pagina, come se ci fosse un legame logico così scontato da non meritare nemmeno una descrizione. Il rock non è il male come la cristianità non è detto che sia il bene! Cercate di considerare che ci possa sempre essere un margine d’errore nelle vostre considerazioni! Un conto è credere in Dio, un conto è dare per certa la sua esistenza come se fosse una verità scientifica! Rock non è il contrario di cristiano!

    Saluti,
    Konf

    • toni

      Ciao Konfa, grazie per le tue “critiche” che trovo molto interessanti. Vado per gradi cosí non mi perdo nel discorso. Scriveró poco e conciso cosí se vorremo approfondire alcuni degli argomenti sará piú facile poi.
      Il richiamo al demonio, mi dispiace contraddirti, non é per niente allegorico. In certi casi é piú chiaro in altri é molto nascosto, ma il metodo non cambia il risultato. L´abitudine é quella che porta l´uomo a dimenticarsi della ragione. Tutto sembra poi normale. Questo é descritto nella Bibbia come il lavoro del Demonio, questo é il modo con cui le “menti distratte” vengono attratte. Pian piano diventa cosí normale che il demonio, la persona o l´entitá che sicuramente non vuole per noi il nostro bene, sia nelle canzoni che diventerá strano quando qualcuno vorrá dire che é sbagliato.
      Personalmente penso che la propria “ribellione” non abbia bisogno del Diavolo per esprimersi al meglio, ma é la presenza del Diavolo che rende al meglio la “ribellione” nelle sue sfaccettature piú estreme e pericolose.
      La cristianitá e il rock come stile di musica rimangono disgiunti necessariamente quando per fare posto al Diavolo, Cristo non puó essere preso in considerazione.
      Per quanto riguarda Stefano, mi permetto di commentare personalmente:
      1) Quando ricerchi qualcosa che ti aiuti, fai qualcosa che ti piace, che sia la disco o il rock, non sono Gesú, l´unica vera Via per la pace e la salvezza (Bibbia, libro di Giovanni capitolo 14 verso 6)
      2) questi sono gusti, anche a me certe melodie non piacciono della musica cristiana come non mi piacciono alcune rock
      3) Per essere un “dio” non ci devi nascere, ti fanno diventare gli altri come nel caso dei gruppi rock o del lavoro o del cibo o del porno, tutto quello che nelle proprie prioritá é prima di Dio diventa un “sostituto di Dio”
      Consideriamo naturalmente e ovviamente che ci sia un margine di errore in tutto ció che viene fatto dall´uomo ma non possiamo credere che Dio commetta degli errori. Dio non si puó provare scientificamente, la scienza stessa, l´intelligenza umana é un dono ma non é paragonabile all´intelligenza di Dio, quindi un piccolo cervello umano non puó capire tutto del suo “Creatore”.
      Per quanto riguarda i commenti, hai ragione, certe volte avrebbero bisogno di essere descritte con maggiore attenzione.
      Aspetto quindi tue notizie,
      a presto
      Toni

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