Che cos'è l'omosessualità?

La maggior parte delle persone crede che l’omosessualità sia nient’altro che un atto sessuale fra due persone dello stesso sesso. Questo punto di vista, però, è troppo banale per un argomento così vasto. Chiunque s’interessa di tale argomento deve considerare quattro punti: la reazione fisiologica e psichica, l’identità, il comportamento e i possibili stili di vita.

Reazioni imparate
Dio ha creato ognuno di noi come un essere complesso. Abbiamo bisogni che devono essere soddisfatti per garantire una crescita ed una maturazione sana. Se questi bisogni, però, non vengono soddisfatti, sviluppiamo meccanismi immaturi, che contrastano il piano divino per noi. Frank Worthen, il fondatore di “Exodus International”, spiega così tale fenomeno:
“Reazioni psichiche” in questo caso è un termine che contiene quello che tante persone chiamano un “orientamento omosessuale”. Nonostante il fatto che tante persone dichiarino di aver sempre, fin da quando riescono a ricordarsi, sentito l’attrazione visuale e sessuale verso lo stesso sesso, è indiscutibile che esiste un periodo di sviluppo durante la vita di ogni persona, che possa risultare in una reazione psicologica omosessuale. Nella vita di un bambino tale periodo potrebbe cominciare paragonandosi agli altri per capire se il proprio carattere corrisponde alle esigenze della nostra società. Nel caso negativo, in cui il bambino si sente insufficiente, sviluppa un’ammirazione per le caratteristiche che a suo avviso gli mancano. Un’ammirazione normale si può facilmente trasformare in invidia, la quale porta il desiderio di possedere l’altra persona e finalmente di consumarla. Questo desiderio forte col tempo può essere eroticizzato e trasformato in una “reazione omosessuale” (la quale riguarda anche i pensieri e le fantasie sessuali).

Comportamento
Nel caso di una fissazione di questa reazione psicologica, le persone la realizzano prima tramite masturbazione e successivamente tramite azioni sessuali con altri uomini o donne. La sola azione fisica, però, non è ancora un’indicazione chiara per l’orientamento omosessuale. Tante persone, che praticano tali azioni durate l’adolescenza, come adulti non mostrano più nessuna traccia d’omosessualità.

Identità
Un problema grave della nostra società consiste nel bisogno di formarsi una propria identità. Tante persone entrano nell’ambiente omosessuale, solo per trovare un’identità adatta a se stessi. Molti, che non avrebbero problemi con l’omosessualità, si trovano bene in questo campo (per colpa della nostra mentalità del “tutto è possibile”), e dopo anni di reazione psicologica e fisiologica, abbracciano l’identità omosessuale definitivamente. Il loro comportamento crea un’identità in cui si trovano bene e di cui sono fieri.

Stile di vita
L’omosessualità comprende vari stili di vita. Alcuni omosessuali si mettono raramente e solo anonimamente in una relazione sessuale e vivono sempre con la paura di essere scoperti. Altri vivono una dichiarazione pubblica, un “Coming-Out”, diventano attivi come membri di una comunità politica (cosiddetto “gay community”) e cercano contatto solo con persone che condividono gli stessi scopi. Si vede che l’omosessualità contiene tante dimensioni e un individuo si può trovare in una di esse. Che significa quest’informazione per Lei? Non consideri la dichiarazione di l’omosessualità (il “Coming-Out) di un caro amico o una cara amica soltanto come una prova che lui o lei è coinvolto/a in atti sessuali con persone dello stesso sesso, ma parli con lui o lei per avere una comprensione più profonda del significato della sua confessione!
Hanno deciso di essere omosessuali?

Mi permetta di dare una risposta secca: “No”. E se non mi ha sentito, lo ripeto più forte: “No!”.
Ancora oggi questa favola dell’omosessualità è sostenuta da molte persone ignoranti. Tanti cristiani e conservatori davanti ad un’omosessuale pronunciano frasi come: “Ho le persone omosessuali veramente sul cuore”. Poi, però, aggiungono: “Però devi ammettere che essere omosessuale è una decisione che hai preso consciamente!”Aia!

Secondo le esperienze che ho fatto, posso confermare che nessuno sceglie volontariamente l’omosessualità e i dolori del rifiuto sociale che comporta tale scelta. Nessun bambino e nessun adolescente osservano gli orientamenti sessuali per scegliere in seguito: “mhhhh…prendo quest’orientamento qui”. Anzi, la maggior parte degli omosessuali cerca di negare l’attrazione per lo stesso sesso; di pregare per la sua scomparsa, o di reprimere i sentimenti fino al punto della disperazione. Poi, quando sono talmente scoraggiati della loro incapacità di controllare i propri desideri, accade la dichiarazione pubblica, il “Coming-Out”. Incolpare una persona di aver preso la decisione di essere omosessuale volontariamente mostra, non soltanto una mancanza di comprensione ma rafforza anche la vergogna che tale persona già porta nel cuore.

Lo ripeto chiaramente: Nessuno decide di essere attratto dello stesso sesso. Gli uomini e le donne che si trovano in una tale situazione, decidono però come reagire a quest’attrazione. Raggiunto il punto dell’insopportabilità del dolore nel combattimento, molte persone credono che l’unica via d’uscita sia la decisione per l’identità omosessuale o per uno stile di vita omosessuale. A questo punto si vede la decisione volontaria; quando la persona diventa un partecipante attivo nelle azioni omosessuali.

E’ da sottolineare un ultimo importante punto che riguarda quest’argomento. Come le parole: “È stato una  tua decisione diventare omosessuale”; e  anche un’altra frase che si trova scritta troppo spesso sui manifesti di dimostranti conservatori negli Stati Uniti è altrettanto graffiante. “God didn’t create Adam and Steve, he created Adam and Eve.” ( “Dio non ha creato Adamo e Stefano, ma Adamo ed Eva.”) Chiunque trova quest’argomento persuasivo e corretto non può sbagliarsi di più. Tali frasi superficiali non mostrano nient’altro che la cattiveria che si trova dietro le parole, che ovviamente sono contro i principi della Sacra Scrittura. Pensi al consiglio di Salomone: “Chi ammicca con l’occhio causa dolore e chi ha le labbra stolte va in rovina. La bocca del giusto è una fonte di vita, ma la bocca degli empi nasconde violenza” (Proverbi 10:10-11). Elimini queste parole aggressive della Sua mente e scelga invece di portare gentilezza e vita!

Si può evitare l’omosessualità?

La prevenzione contro l’omosessualità per bambini è diventato un punto centrale della ricerca del “Ex-Gay-movement” (Ex-omosessuale-movimento). Così il punto di vista tradizionale di gruppi come “Exodus International”, che si concentravano soprattutto sulla diffusione del messaggio del cambiamento, è modificato. Tale messaggio era l’unica speranza per tanti omosessuali e per le loro famiglie, nella loro lotta e ricerca di risposte e per l’aiuto.

Negli ultimi anni, però, oltre all’aiuto per le persone che combattono l’omosessualità
è stato importante cercare di prevenirla. In testa a questo movimento si trova Dott. Joseph e Lind Nicolosi, scrittori di “A Parent’s Guide to Preventing Homosexuality” (“Una guida per genitori per prevenire l’omosessualità”). In questo libro sono spiegati alcuni passi importanti con cui i genitori possono creare nella loro famiglia un ambiente sano per lo sviluppo sessuale dei loro bambini. “La maggior parte dei ricercatori è d’accordo sul fatto che un comportamento sessuale irregolare durante l’infanzia è l’indicatore più frequente per una futura omosessualità. Purtroppo molti psicologi, psichiatri o assistenti sociali, non credono che sia necessario informare i genitori della possibilità che un comportamento sessuale anormale possa portare all’omosessualità”.

Per di più sostengono che la maggior parte dei genitori non si rende conto del loro ruolo chiave nello sviluppo dell’identità sessuale dei proprio figli. Di conseguenza non sono neanche coscienti dei pericoli e possibili risultati negativi di un comportamento sbagliato. Purtroppo, però, la reazione dei genitori, i cui figli si avvicinano all’omosessualità, non è favorevole.

Negazione
Il gruppo intorno a Lindo Nicolosi descrive un tipo di comportamento che  tanti genitori dimostrano, pronunciando frasi come: “È soltanto un periodo; sicuramente crescerà e ne uscirà presto”. Altri, per calmarsi, difendono il seguente punto di vista: “Non c’è problema. È così carino se si veste come bambina – cerca soltanto di attirare l’attenzione”. Questi punti di vista, però, sono abbastanza difficili e dimostrano la difficoltà in cui si trovano tanti genitori nella nostra società. Non avendo norme chiare, abbiamo problemi a distinguere gli sviluppi normali e anormali e non siamo più in grado di verificare i comportamenti sessuali che sono cause di preoccupazioni.

Allora quando giunge il momento di preoccuparsi? Gli scrittori spiegano, che “fino ad un certo limite è normale per un bambino giocare con l’altro sesso. Nel caso in cui il figlio non  smetta, però, Le consigliamo di osservare i vostri comportamenti; quelli del Suo figlio, ma anche i vostri”.

Confusione
Sono vari i punti di vista diffusi per quel che riguarda la definizione dei sessi nella nostra società, e tanti genitori non sanno a chi affidarsi. Spesso si sentono confusi e paralizzati per colpa dei valori contraddittori. I Nicolosi hanno osservato questo fenomeno. Un insegnante, per esempio, assicura una madre che il comportamento sessuale sorprendente di suo figlio non è ancora un motivo di preoccupazione. Secondo l’insegnante, il bambino scopre solo il suo lato femminile. Un altro consigliere conferma questo punto di vista: “Non intervenga! Il suo comportamento non è per niente un problema. Non vuole che suo figlio diventa un tipico maschilista, vero?” Normalmente, però, le madri lo sentono per intuito quando qualcosa è fuori la norma.

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“Tanti genitori, che finalmente cercano l’aiuto di uno psicologo, si sono già preoccupati per mesi o per anni”, spiegano i Nicolosi. Come devono reagire i genitori in questo caso?

Il primo passo, i Nicolosi consigliano ai genitori di informarsi per bene. Ciò può significare il bisogno di correggere punti di vista sbagliati. Il sesso, in altre parole il nostro sentimento di femminilità o di maschilità, per esempio, non è solo un ruolo imposto della nostra società, ma è soprattutto un necessario modo di esprimersi nel mondo reale, grazie al quale possiamo partecipare alla vita sociale.

Il passo seguente è quello che vede i genitori esaminare il loro matrimonio. “La maggior parte delle coppie che cercano aiuto per i loro figli, non ha una relazione armonica. Normalmente la moglie si lamenta del marito, che sia troppo freddo e non sia in grado di creare relazioni emotive con altri membri della famiglia. Il marito, invece, crea l’immagine di una moglie che vuole avere tutto sotto controllo. Secondo lui, sarebbe più facile integrarsi nelle relazioni familiari, se la moglie si tirasse un po’ in dietro.
In seguito voglio spiegare più approfonditamente alcuni modi per affrontare un comportamento anormale dei figli:

Genitori di un figlio
I figli percepiscono il valore e il significato del ruolo femminile e maschile innanzitutto nelle loro famiglie. Per questo è molto importante che un genitore conosca il comportamento, le emozioni, il riconoscimento e le parole che possono influenzare –in modo positivo e negativo – l’immagine del ruolo maschile del figlio. Sappiamo quanto è importante il ruolo di una madre per un figlio. È altrettanto indispensabile, però, che una madre impari a controllare i limiti del suo influsso sul figlio. I Nicolosis lo spiegano in questo modo:

Senza rendersene conto, tante madri s’impegnano troppo nella vita del figlio. In alcune situazioni una malattia durante l’infanzia del figlio può essere il motivo di questo modo di agire. Varie analisi, infatti, confermano il legame fra omosessualità e problemi di salute durante la prima infanzia. Secondo le nostre esperienze, madri di figli che si avvicinano all’omosessualità sono spesso estroverse, molto emozionali, eloquenti e mostrano un interesse grande per la vita dei figli. Tale interesse eccessivo porta spesso ad un punto difficile dove il confine fra la vita della madre e quella del figlio non è più chiaro. Un altro motivo di impegno esagerato di una madre può essere un matrimonio infelice, dove manca l’intimità emozionale.

I genitori dovrebbero anche considerare il fattore che dai Nicolosis è chiamato la “relazione classica trinitaria”. Tale concetto classico di una relazione trinitaria è stato trovato più volte nelle famiglie degli omosessuali ed è caratterizzato da una madre con un legame emozionale molto ristretto verso suo marito. Per questo i suoi bisogni emozionali sono trasferiti su suo figlio. La figura del padre, di solito, è calma e distante, spesso anche molto critica. In questo tipo di famiglia, allora, si trova il padre distante, la madre troppo impegnata e un figlio emozionale e molto sensibile, che si assume il ruolo del padre dove manca.
Come le madri, così anche i padri devono essere coscienti del loro influsso nello sviluppo dell’identità sessuale del figlio. Già tanti anni fa, psicoanalisti hanno scoperto l’importanza della figura del padre, soprattutto durante il periodo dello sviluppo, in cui il legame che il figlio aveva stretto con la madre si scioglie. Alcuni analisti chiamano il ruolo del padre il “venticello fresco nell’impegno esagerato della madre”. Il padre è il cavaliere glorioso, che è in grado di giocare col figlio, comportandosi in modo completamente diverso dalla madre.

Secondo i Nicolosis, il migliore modello è un padre eccellente, con un carattere forte e benevolo degno di essere imitato.
Inoltre sono elencati quattro fattori importanti per creare un legame forte e sano fra padre e figlio che poi influenza anche positivamente l’identità sessuale. Per prima cosa il padre deve assolutamente accettare suo figlio senza creare un ambiente di rifiuto, anche se il figlio da parte sua dimostra un atteggiamento sfavorevole verso il padre. “Tanti padri con figli che dimostrano una certa confusione nella loro identità sessuale, rinunciano e lasciano l’educazione nelle mani della madre… Tale modo di agire è un errore grave, perché il compito paterno si realizza nell’occuparsi costantemente del figlio.  Rompendo il suo muro, il padre diventa sempre di più una persona importante nella vita di suo figlio”. Oltre alla costanza dell’impegno paterno, la collaborazione di entrambi i genitori come  in una squadra ha un gran valore e rende l’aiuto più efficace.

La sfida più grande risulta sicuramente dall’integrazione del padre, tramite un impegno quotidiano e attivo, nella vita del figlio. È spesso questa difficoltà che crea un ostacolo per una terapia con successo. I padri devono anche imparare a mostrare i loro sentimenti per evitare di sottovalutare i sentimenti dei figli. I Nicolosis rilevano: “Non dobbiamo dimenticarci del vero compito, cioè la creazione di un forte legame emozionale col genitore dello stesso sesso”. Di seguito vengono proposti alcuni consigli per padri che cercano di rafforzare la relazione con i figli:

1. Un padre deve assolutamente giocare col figlio senza dimenticarsi di farlo vincere. “Essendo la parte debole, il padre permette al figlio di sentirsi forte, duro ed aggressivo”.
2. Gite solo fra padre e figlio, sono altre possibilità utili .
3. Il padre dovrebbe esser l’ultima persona che saluta il figlio, prima di andare a dormire.

Sono molte le cose che influenzano un sano sviluppo sessuale. L’elenco appena letto, però, può già essere un aiuto per esaminare l’ambiente nella Sua famiglia.

Genitori di una figlia
Tante cose già dette, che rafforzano l’identità sana di un figlio, sono valide anche  per una figlia. Il punto principale è anche in questo caso il matrimonio dei genitori. Non dimentichi che gli occhi piccoli osservano tutto!
Un secondo fattore, soprattutto quando ci sono altri fratelli, è l’atteggiamento della famiglia verso la femminilità. Il modo sbagliato di rappresentare le donne è un motivo molto frequente per una psiche femminile ferita. Diane Eller-Boyko, una psicoterapista, anni fa lesbica, spiega:

“La nostra cultura ammira la maschilità: forza, potere, profitto e la capacità di raggiungere uno scopo. Tale atteggiamento porta tante donne a negare la loro natura femminile. Le donne soffocano il loro dolore e cominciano ad identificarsi con la natura maschile. Se, però, una donna inizia a vivere il lato femminile, diventa aggressivo e forte”

Una relazione sana con la madre è un altro punto significativo. Madri che sono troppo impegnate con se stesse, che non hanno la volontà o la capacità di preoccuparsi della figlia, o che creano un ambiente molto distante, possono influenzare l’identità sessuale in un modo negativo. I Nicolosis citano le parole di una terapista, che si occupa di relazioni problematiche fra donne: “La bambina piccola, che nel futuro si sente omosessuale, non aveva mai la possibilità di sviluppare la sua identità. È la creazione di sua madre, che voleva aumentare la propria autostima tramite la figlia. Qualche volta, le madri vedono le figlie come un allargamento – o desiderato o non desiderato – delle loro personalità”.

Diana Eller-Boyko fa anche riferimento all’importanza del ruolo del padre: “Se la figlia cerca la comprensione del padre, spesso non trova niente. Troppo impegnati nel lavoro, i padri non prendono quasi mai tempo da trascorrere con la figlia. Nel caso in cui ci riescono, le figlie sono spesso trattate come persone maschili, e di conseguenza sentono l’esigenza di dover soddisfare l’immagine del padre”.
I genitori devono esaminare il loro atteggiamento verso la femminilità e devono cercare di creare una relazione sana e adeguata con le loro figlie. L’ambiente giusto aiuta molto a garantire uno sviluppo sessuale senza pericoli. Il fattore finale e più pesante è l’abuso finale. Non c’è niente di più doloroso che l’abuso sessuale – sia quello osservato sia quello realmente vissuto. A tutti i costi occorre proteggere la figlia da un possibile abuso sessuale!
Queste pagine contengono soltanto un panorama superficiale della prevenzione dell’omosessualità.

Qui è possibile trovare aiuto e risposte

www.omosessualitaeidentita.blogspot.com/