Ultras – i nuovi Hooligans?

Negli ultimi mesi sempre più tifosi finiscono in prima pagina. Chi si sente offeso dalla polizia fa il villano o inizi a tirare oggetti di qualsiasi genere ad altre persone. Sono diversi dai soliti tifosi, ma comunque hanno qualcosa in comune con loro. Sono arrivati gli “Ultras” negli stadi tedeschi.

Il movimento degli “Ultras” proviene dall’Italia, dove negli anni 50’ e 60’ si formarono gruppetti di adolescenti che volevano sostenere la loro squadra il più possibile. Si distinsero dai ordinari tifosi dando sempre e ovunque il massimo del sostegno alla squadra. Dicono che fu un giornale a coniare il concetto degli “Ultras”, raccontando di tifosi che inseguirono un arbitro sgradito persino fino all’aeroporto.

L’atteggiamento degli Ultras innanzitutto non è violento. Un vero Ultra ama il calcio, a differenza di tanti hooligans che usano lo sport solo come occasione per fare rissa. Eppure i mezzi per sostenere la propria squadra sono molti: bandiere nei colori della squadra, fuoco del Bengala e fuochi d’artificio, cori organizzati e coreografie.

Per gli Ultras conta soprattutto l’umore e l’atmosfera tra i tifosi, che non devono bighellonare svogliati, seguendo annoiati la partita. Lo scopo è di creare un’atmosfera particolare nello stadio. E veramente è incredibilmente trascinante se centinaia di persone cantano gli stessi canti.

Oggi ogni squadra della Bundesliga possiede almeno un club di Ultras. Sono attivi e creativi, inventano persino coreografie che includono anche il pubblico normale. Prima della partita sono distribuiti diverse cose agli spettatori che sono poi alzate in un certo ordine per formare un enorme emblema della squadra.

La maggior parte di questo movimento adolescente nuovo non cerca la violenza, ma spesso danno vita ad atti di violenza. Secondo un’indagine il 45 % degli Ultras si dichiarano “tendenzialmente pronti alla violenza”. Non cercano l’eccesso, ma se il gioco si fa duro, stringono i pugni. Atti come il rubare l’emblema avversario, la bandiera o lo scialle diventano sempre più occasioni per risse di massa tra i vari gruppi Ultras. Inoltre gli hooligans si stanno mescolando agli Ultras, una tendenza che spesso risulta un potenziale di violenza più alto. Le squadre e l’unione del calcio procedono contro questa tendenza e infliggono tanti divieti negli stadi. Durante la stagione scorsa furono proclamati più di 3000 divieti! Ma molti Ultras, convinti di essere i veri ed unici tifosi, si sentono trattati male.

Perché così tanti adolescenti si sentono forti e sicuri in un gruppo? Perché gli Ultras invitano sui loro siti a sperimentare la sensazione speciale, che supera ogni tiro, di far parte di un gruppo? Ovviamente i giovani hanno bisogno di un appoggio e di un orientamento. È importantissimo crearsi la propria identità tramite un gruppo, sia di musica o una squadra di calcio. Anche se la scuola e tanti genitori cercano di aiutare i ragazzi a diventare delle personalità autonome, loro reagiscono con l’opposto, facendosi uguali agli altri, indossando la divisa comune dei tifosi e immergendosi nel gruppo.

Ogni uomo ha bisogno di una vera e propria identità, di una risposta alle domande “Chi sono e perché sono qui?”. Nessuna squadra, nessuna unione, nessun ambiente e nessun gruppo, però, potranno rispondere. Sono delle domande che Dio ci ha messo nei nostri cuori. E soltanto una relazione col nostro creatore ci darà una risposta soddisfacente. Solo se sai che Dio voleva proprio te, che ti ha creato proprio così come sei, perché ti ama – solo sapendo queste cose potrai diventare quella persona che sei veramente: un originale!

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