Dead or Alive – La storia di Bernd Maier

Vorrei raccontarvi una di quelle cose incredibili che il Signore Gesù nella Sua sovranità può fare. Già il fatto che ora posso scrivere queste cose è un miracolo che mi sembra quasi incredibile. Il diavolo mi aveva messo le mani sopra e sfuggirgli sembrava impossibile.

Sono cresciuto in un ambiente caratterizzato dalla violenza, dal terrore e dall’alcolismo. Vivevo, sbattuto di quà e di là, un po’ dai miei genitori, un po’ dai miei nonni. Non ho mai sperimentato che cos’è amore e sicurezza.Così molto presto venni a contatto con l’alcol.
L’astuzia del diavolo consisteva nel trasmettermi un sentimento ingannevole di felicità apparente. Ma da nessuna parte trovavo soddisfazione.
Ad un certo punto l’alcol non mi bastava più. In quel periodo negli Stati Uniti sorse il movimento degli “hippies” che si proclamavano “figli della pace” e che scrivevano «amore» sulle loro bandiere.La cosa mi affascinava.
Pensavo che era proprio quello che da sempre cercavo.Ma non mi accorsi che alla fine era solamente una fuga dalla realtà. La filosofia del movimento prevedeva naturalmente di provare tutti i tipi di droga.Questo mi stava bene perché cercavo l’approvazione degli altri a tutti i costi. Così provai tanti tipi diversi di droga, sempre alla caccia di soddisfazioni e di una vita attiva.
Just life for fun… ma la cosa peggiorava. Più prendevo droga, più aumentava la depressione e la disperazione. A quei tempi non volevo sentire parlare di Dio e nemmeno sapere niente di Lui. Però non mi accorgevo neanche che ero sulla strada dritta per l’inferno. Ero finito col prendere droghe sempre più forti e così iniziò la via delle pene. Della mentalità degli hippies non era rimasto nient’altro che una bolla di sapone.
Pian piano incominciai a capire che ero diventato un tossicodipendente. La droga divenne il punto cardine della mia vita. Non potevo più finanziare in modo legale la mia dipendenza.La mia dipendenza era così disperata e mi dominava a tal punto che non mi importava in che modo riuscivo a procurarmi la roba. Così iniziai a fare dei furti e ad aggredire le persone. Rubavo, falsificavo e truffavo.

Alla fine non mi creai neanche degli scrupoli a costringere persino le donne con le quali vivevo a prostituirsi. Le conseguenze furono dei conflitti con polizia e giustizia. Regolarmente venivo chiamato in tribunale e seguirono anche delle permanenze in carcere e nelle cliniche psichiatriche in tutta Europa.
Ho scontato quasi 15 anni della mia vita in carcere per il mio modo di vivere nella criminalità.
Una volta, poco prima di essere arrestato avevo incontrato un vecchio amico che era stato tossicodipendente per 23 anni e poi era diventato cristiano. Mi ero nascosto da lui e in quel periodo ci furono diversi colloqui su Gesù Cristo e la fede. Allora non capii tanto di quello che mi disse, ma rimasi impressionato dal suo cambiamento e dall’atmosfera pacifica che lo circondava.

Durante il periodo della mia detenzione iniziai a interessarmi dell’ occultismo. Provai il pendolo, i tarocchi, la meditazione yoga e finii addirittura nel buddismo. Ma tutto ciò non era quello che cercavo e desideravo. Ogni tanto avevo un forte sentimento di rassegnazione.

Per essere sincero, nulla più mi interessava. Dopo essere stato rilasciato, in tempo record mi ritrovai di nuovo a drogarmi. Iniziò di nuovo il circolo vizioso!

A motivo del mio stato fisico e psichico miserabile, nel 1991 mi fecero fare per l’ennesima volta una terapia di disintossicazione in un ospedale a Böblingen. Durante la terza notte stavo toccando il fondo e desideravo morire piuttosto che vivere e spinto da inquietudine, panico e dolori mi misi a girare nell’ospedale di quà e di là. Improvvisamente mi trovai davanti a una porta dalla quale usciva fuori una luce. Entrai e mi ritrovai tutto solo nella cappella dell’ospedale. Davanti a me c’era una grande croce, a destra e a sinistra c’erano accese delle candele. Ad un tratto presi coscienza del mio misero stato di perdizione.
Mi avvicinai alla croce, mi inginocchiai e piansi amaramente: «Non so, se esisti, ma se esisti aiutami ora, perché non so più come andare avanti.»
Quello che successe dopo non lo posso descrivere con p a r o l e . Non ci fu un grande miracolo e non fui nemmeno guarito subito dalla mia tossicodipendenza, ma sentii una pace in me.In quel momento Gesù iniziò a operare dentro di me. Dopo essere uscito dall’ospedale, le cose andarono di nuovo molto male. Pensai seriamente di suicidarmi, perché non avevo soltanto fatto fuori gran parte dei soldi della mia ragazza, ma avevo anche rovinato sia il rapporto con lei sia quello con le altre persone. Fu la guida di Dio a farmi incontrare dei giovani cristiani in uno stand di letteratura e mi invitarono a una manifestazione cristiana che si teneva sotto una tenda. Ci andai quasi ogni sera e mi sentii toccato da vicino dal messaggio di Dio che mi colpì nel profondo del cuore.
Tutto diventò così chiaro per me. Questo Gesù che veniva proclamato quì, era veramente quello che era morto per me,affinché potessi avere il perdono. Finalmente sapevo a chi potevo rivolgermi con tutto il peso delle mie colpe. L’ultimo giorno dell’evangelizzazione ho dato la mia vita a Gesù.
Ci son voluti ancora dei passi molto faticosi prima di ritornare in piena salute, ma grazie a Dio ho portato a termine la terapia con successo. Ciao Bernd

 

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